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  • Google avverte l’Europa: così la ricerca sarà peggiore

    Google avverte l’Europa: così la ricerca sarà peggiore

    Google cambia il modo in cui funziona Search in Europa per adeguarsi alle regole del Digital Markets Act. Ma secondo l’azienda il risultato sarà una ricerca peggiore per gli utenti.

    Le modifiche dovrebbero dare maggiore spazio a comparatori e servizi specializzati, riducendo invece alcune informazioni mostrate direttamente da Google. L’obiettivo europeo è aumentare la concorrenza ed evitare che Google utilizzi la propria posizione dominante per favorire i suoi servizi.

    Ma c’è un possibile paradosso: nel tentativo di ridurre il potere di un grande intermediario come Google, rischiamo di aumentare quello di altri intermediari.

    Sono Mario Moroni, ascolta la puntata e fammi sapere cosa ne pensi.

  • 75€ di multa se guardi lo smartphone: dovremo cambiare abitudini?

    75€ di multa se guardi lo smartphone: dovremo cambiare abitudini?

    Una multa da 75 euro per chi attraversa la strada guardando lo smartphone. È una delle novità contenute nella bozza del nuovo Codice della Strada e, anche se per ora è soltanto una proposta, potrebbe costringerci a cambiare alcune abitudini molto comuni.

    Ma come verranno effettuati i controlli? E soprattutto: se dobbiamo imparare a tenere il telefono in tasca, la tecnologia è davvero pronta ad aiutarci?

    Tra Siri che ancora fatica a leggere messaggi e notifiche in modo davvero utile e l’arrivo di assistenti AI sempre più evoluti, forse il futuro dello smartphone passa proprio da qui: meno occhi sullo schermo e più interazioni attraverso la voce.

    La soluzione alla distrazione digitale sarà una multa o finalmente un assistente capace di farci lasciare il telefono in tasca?

    Sono Mario Moroni, ascolta la puntata e fammi sapere cosa ne pensi.

  • Scommesse online, l’86% dei siti viola le regole sulla privacy

    Scommesse online, l’86% dei siti viola le regole sulla privacy

    Una ricerca della Swansea University ha analizzato 624 siti britannici di scommesse e casinò online, scoprendo che l’86% avrebbe violato almeno una delle regole previste dal GDPR sulla raccolta dei dati.

    In molti casi il tracciamento inizierebbe prima ancora del consenso dell’utente, mentre dark pattern e impostazioni predefinite renderebbero più semplice accettare i cookie che rifiutarli.

    Ma nel mondo delle scommesse il problema va oltre la pubblicità personalizzata. I dati possono raccontare quando giochiamo, quanto spendiamo e persino individuare comportamenti che potrebbero indicare un momento di maggiore vulnerabilità.

    La domanda allora cambia: non è più soltanto quali dati possiedono le piattaforme, ma cosa possono capire di noi attraverso quei dati e come possono utilizzare questa conoscenza.

    Sono Mario Moroni, ascolta la puntata e fammi sapere cosa ne pensi.

  • AfD vince in Sassonia-Anhalt e punta su AI e data center: la nuova destra è tech?

    AfD vince in Sassonia-Anhalt e punta su AI e data center: la nuova destra è tech?

    L’AfD vola in Sassonia-Anhalt e apre una domanda che va ben oltre la politica tedesca: la nuova destra europea sta diventando sempre più tecnologica?

    Nel programma del partito l’intelligenza artificiale viene indicata come un mercato strategico per la Germania, da sostenere con meno regolamentazione europea, maggiore sovranità digitale, nuovi data center e soprattutto energia abbondante e a basso costo.

    Ed è qui che AI e politica energetica si incontrano: nucleare, carbone e infrastrutture tornano al centro non solo come battaglia ideologica, ma come possibili strumenti per competere con Stati Uniti e Cina nella corsa all’intelligenza artificiale.

    Forse abbiamo dato per scontato troppo a lungo che tecnologia e innovazione fossero automaticamente progressiste. Il caso AfD racconta invece un’altra idea di futuro: più AI, più capacità di calcolo, più sovranità nazionale e meno vincoli.

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  • MapQuest batte Google Maps grazie a Trump

    MapQuest batte Google Maps grazie a Trump

    MapQuest sembrava appartenere a un’altra epoca di Internet. E invece, improvvisamente, è diventata l’app numero uno negli Stati Uniti.

    Tutto parte dalla decisione dell’amministrazione Trump di rinominare il lago Ontario in “Lake America”. Google Maps e Apple Maps si sono adeguate, mentre MapQuest ha scelto di continuare a utilizzare il nome storico.

    La reazione degli utenti è stata sorprendente: centinaia di migliaia di download in pochi giorni e una scalata rapidissima delle classifiche dell’App Store americano.

    Ma questa storia va oltre Trump e il nome di un lago.

    Cosa succede quando gli utenti non condividono più le scelte delle grandi piattaforme? Un download può diventare una forma di protesta? E soprattutto: essere l’alternativa basta per convincere davvero le persone ad abbandonare servizi ormai radicati come Google Maps e Apple Maps?

    MapQuest ha ottenuto l’attenzione. Adesso arriva la sfida più difficile: trasformarla in utenti che restano.

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  • Instagram cambia idea sull’AI: ora vuole dirci chi è umano

    Instagram cambia idea sull’AI: ora vuole dirci chi è umano

    Instagram sembra aver cambiato idea sull’intelligenza artificiale. Dopo le proteste degli utenti contro una piattaforma sempre più popolata da contenuti e personaggi sintetici, arriva una nuova distinzione: i profili completamente generati dall’AI dovranno essere riconoscibili come tali.

    Il problema, infatti, non è utilizzare l’intelligenza artificiale per creare. È fingere di essere umani quando non lo si è.

    I creator full AI rischiano di compromettere qualcosa di fondamentale per qualsiasi social network: la fiducia in quello che vediamo. Ma c’è un’altra domanda ancora più complicata: come farà Instagram a riconoscere con certezza chi è davvero artificiale? E cosa succederà quando arriveranno i primi falsi positivi?

    Forse nei social del futuro non dovremo più soltanto certificare chi siamo. Dovremo certificare che esistiamo davvero.

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  • ChatGPT Ads arriva in Italia: Google deve preoccuparsi?

    ChatGPT Ads arriva in Italia: Google deve preoccuparsi?

    La pubblicità su ChatGPT arriva anche in Italia e potrebbe aprire una nuova partita nel mercato dell’advertising digitale.

    OpenAI ha aperto Ads Manager anche in Europa, permettendo agli inserzionisti di creare e gestire direttamente le proprie campagne. E i numeri raccontano già un business enorme: ChatGPT Ads ha raggiunto un miliardo di dollari di ricavi annualizzati in meno di 200 giorni.

    Ma cosa rende la pubblicità dentro ChatGPT così interessante?

    Google conosce quello che cerchiamo. Meta prova a capire quello che ci interessa. ChatGPT potrebbe conoscere qualcosa di ancora più prezioso: quello che stiamo cercando di decidere, insieme al contesto, alle nostre esigenze e persino al nostro budget.

    Un vantaggio enorme per gli inserzionisti, ma anche un equilibrio molto delicato per OpenAI: monetizzare le conversazioni senza compromettere la fiducia nelle risposte dell’intelligenza artificiale.

    ChatGPT può davvero diventare un concorrente del più grande business di Google?

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  • La nuova truffa del rimborso INPS può ingannare anche te

    La nuova truffa del rimborso INPS può ingannare anche te

    Una mail dell’INPS annuncia un rimborso di 730 euro per un ricalcolo dei contributi fiscali. C’è un numero di protocollo, una scadenza, un pulsante per accedere all’area riservata e un sito che sembra quello vero. Peccato che sia tutto falso.

    La nuova campagna di phishing segnalata dal CERT-AgID mostra quanto le truffe online siano diventate più credibili e, soprattutto, quanto siano brave a sfruttare le urgenze della vita quotidiana. Non servono più messaggi sgrammaticati o promesse assurde: basta imitare bene un servizio che conosciamo e metterci davanti alla possibilità di perdere soldi o, ancora meglio, di riceverli.

    E c’è un problema in più: siamo talmente abituati a siti, app e servizi pubblici che cambiano continuamente grafica e navigazione che riconoscere un clone può essere più difficile di quanto pensiamo.

    La regola allora deve diventare semplicissima: mai entrare in banca, INPS o Agenzia delle Entrate da un link ricevuto via email, SMS o WhatsApp. Apriamo il browser e raggiungiamo noi il sito ufficiale.

    Anche perché le belle notizie improvvise dall’INPS e dall’Agenzia delle Entrate sono un po’ come gli unicorni: meglio verificare che esistano davvero.

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  • L’AI assiste un chirurgo per salvare la vista di un uomo: è la prima volta

    L’AI assiste un chirurgo per salvare la vista di un uomo: è la prima volta

    Parliamo spesso dei rischi dell’intelligenza artificiale: posti di lavoro, deepfake, copyright, errori e sostituzione dell’essere umano. Ma ci sono storie che ci ricordano perché questa tecnologia potrebbe cambiare le nostre vite anche in meglio.

    A Londra, per la prima volta al mondo, un sistema di AI ha assistito in tempo reale un neurochirurgo durante la rimozione di un tumore che minacciava la vista di un uomo. L’intelligenza artificiale non ha operato al posto del medico: ha osservato insieme a lui, riconoscendo le strutture più delicate e aiutandolo a muoversi in una zona del cervello dove anche un millimetro può fare la differenza.

    Una storia che apre almeno due domande. Perché una sperimentazione così avanzata è stata realizzata nel Regno Unito e non in Italia? E soprattutto: se piattaforme come NVIDIA Clara IGX iniziano a diventare parte integrante delle sale operatorie, tra dieci anni considereremo ancora NVIDIA soltanto un’azienda tecnologica?

    Forse il futuro migliore dell’AI non sarà quello senza esseri umani, ma quello in cui gli esseri umani, grazie all’AI, riusciranno a fare ancora meglio cose straordinariamente umane. Come salvare la vista di una persona.

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  • Il nuovo Twitter costa 20 dollari. E forse è una buona idea

    Il nuovo Twitter costa 20 dollari. E forse è una buona idea

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    Twitter sta tornando? Non proprio, ma qualcuno vuole ricostruire quella piazza digitale che molti di noi ancora rimpiangono. Si chiama Twitter.now, costa 20 dollari per entrare e promette conversazioni più sane, meno rumore e un sistema di affidabilità basato sull’intelligenza artificiale VERA.

    Far pagare l’ingresso potrebbe essere proprio l’idea giusta per tenere lontani bot, spam e account usa e getta. Ma quando un’AI comincia ad assegnare punteggi ai contenuti nasce una domanda molto più importante: chi decide cosa è affidabile e cosa non lo è?

    Forse abbiamo davvero bisogno di un nuovo Twitter. Ma prima dobbiamo capire quanto possiamo fidarci di chi deciderà di chi fidarci.

    Sono Mario Moroni, ascolta la puntata e fammi sapere cosa ne pensi.