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  • Zuckerberg voleva sostituire i dipendenti di Meta con l’AI. Il piano è fallito

    Zuckerberg voleva sostituire i dipendenti di Meta con l’AI. Il piano è fallito

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    Mark Zuckerberg voleva trasformare Meta in un’azienda sempre più AI native: team più piccoli, meno persone e agenti artificiali capaci di svolgere una parte crescente del lavoro. Ma qualcosa non ha funzionato.

    L’AI ha aumentato enormemente la quantità di codice prodotto, senza generare lo stesso aumento di valore. E tra i dipendenti è cresciuta una domanda molto umana: “sto usando l’intelligenza artificiale per lavorare meglio o la sto addestrando per sostituirmi?”

    Se persino Meta si scontra con questi problemi, forse i dubbi degli imprenditori davanti all’AI sono più che legittimi.

    E mentre Zuckerberg rallenta, in Argentina si ragiona già su società che potrebbero operare attraverso agenti artificiali, potenzialmente senza dipendenti.

    L’azienda completamente gestita dall’AI potrebbe arrivare prima di quanto immaginiamo. Ma prima di chiederci se possiamo costruirla, dovremmo farci una domanda più importante: siamo davvero pronti a farlo?

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  • Meta pagherà fino a 18 miliardi: è solo l’inizio

    Meta pagherà fino a 18 miliardi: è solo l’inizio

    Meta ha raggiunto negli Stati Uniti un accordo da circa 18 miliardi di dollari per chiudere la battaglia legale sui presunti danni dei social ai minori. Non è un’ammissione di colpevolezza, ma l’accordo potrebbe cambiare molto più dei conti dell’azienda: limiti di tempo, blocchi notturni e nuove protezioni per gli adolescenti. E Meta chiama in causa anche YouTube e TikTok: o cambiano tutti, o il problema rischia semplicemente di spostarsi da una piattaforma all’altra.

    È solo l’inizio di una nuova era per i social? E soprattutto: mentre regoliamo Instagram, siamo pronti ad affrontare il rapporto che adulti e minori stanno costruendo con agenti AI emotivi, affettivi e relazionali?

    Ne parliamo nel Caffettino di oggi.

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  • AliExpress usa suoni impercettibili per riconoscerti?

    AliExpress usa suoni impercettibili per riconoscerti?

    Un paio di cuffie Bluetooth che si comportano in modo strano ha portato alla scoperta di una tecnica di tracciamento utilizzata da AliExpress: il sito generava suoni impercettibili per contribuire a creare un’impronta digitale del dispositivo. Niente microfono e nessun suono da ascoltare: è il modo in cui il computer elabora quel segnale a fornire informazioni utili per riconoscerlo. Si chiama browser fingerprinting ed è molto più difficile da cancellare di un cookie.

    Ma quanto può spingersi il tracciamento senza che ce ne accorgiamo? E soprattutto: che valore ha il consenso se non sappiamo nemmeno quali informazioni stiamo comunicando?

    Ne parliamo nel Caffettino di oggi.

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  • ChatGPT smette di citare Reddit: -86% in pochi giorni

    ChatGPT smette di citare Reddit: -86% in pochi giorni

    Reddit sembrava essere diventato uno dei luoghi preferiti da ChatGPT per trovare e citare informazioni. Poi, improvvisamente, qualcosa è cambiato: secondo i dati di Promptwatch, in pochi giorni le citazioni di Reddit nelle risposte di ChatGPT Search sarebbero crollate dell’86%.

     

    Cosa è successo? OpenAI ha cambiato il modo in cui ChatGPT cerca le informazioni? E soprattutto: cosa significa per aziende, editori e creator che stanno già cercando di ottimizzare i propri contenuti per essere citati dalle intelligenze artificiali?

     

    Forse questa storia ci ricorda una cosa che abbiamo già imparato con Google e con i social: costruire una strategia inseguendo l’algoritmo del momento può essere molto pericoloso.

     

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  • L’Italia sfida l’AI Act sul riconoscimento facciale?

    L’Italia sfida l’AI Act sul riconoscimento facciale?

    L’Italia potrebbe essere tra i primi Paesi europei a mettere alla prova i limiti dell’AI Act sul riconoscimento facciale. Il voto parlamentare è stato rinviato dopo i dubbi della Commissione europea, mentre il Governo sostiene che le nuove norme siano pienamente compatibili con la legislazione UE. Cosa prevede davvero il regolamento europeo? E perché il riconoscimento biometrico è diventato uno dei temi più delicati dell’intelligenza artificiale? Ne parliamo nel Caffettino di oggi.

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  • In Cina gli studenti affidano all’AI la scelta dell’università

    In Cina gli studenti affidano all’AI la scelta dell’università

    Ogni anno in Cina milioni di studenti affrontano il Gaokao, l’esame che può decidere il loro futuro universitario. Oggi, però, sempre più ragazzi si affidano all’intelligenza artificiale per scegliere ateneo e corso di laurea: chatbot e agent AI analizzano punteggi, preferenze e probabilità di ammissione in pochi secondi. È un uso intelligente della tecnologia o stiamo iniziando a delegare alle macchine alcune delle decisioni più importanti della nostra vita? Ne parliamo nel Caffettino di oggi.

     

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  • Netflix rischia di restituire milioni: parte la class action

    Netflix rischia di restituire milioni: parte la class action

    Ad aprile vi avevo raccontato della sentenza che aveva dichiarato illegittimi gli aumenti di Netflix. Ora la vicenda entra in una nuova fase: il Movimento Consumatori ha avviato una class action per ottenere il rimborso degli utenti coinvolti. Cosa sta succedendo, chi potrebbe avere diritto a un risarcimento e perché questa storia potrebbe diventare un precedente per tutte le piattaforme in abbonamento? Ne parliamo nel Caffettino di oggi.

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  • Facebook cambia la spunta: ora serve a dimostrare che sei umano

    Facebook cambia la spunta: ora serve a dimostrare che sei umano

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    Nel Caffettino di oggi parliamo della nuova verifica gratuita introdotta da Facebook. Non è la spunta blu per i personaggi pubblici né l’abbonamento Meta Verified: serve semplicemente a dimostrare che dietro un profilo c’è una persona reale. Un cambiamento che racconta molto di come l’intelligenza artificiale stia trasformando il web e il concetto stesso di identità digitale.

     

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  • 1 italiano su 4 modifica i propri profili social prima di un colloquio

    1 italiano su 4 modifica i propri profili social prima di un colloquio

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di reputazione digitale e lavoro. Quasi un italiano su quattro modifica i propri profili social prima di un colloquio, e non è difficile capirne il motivo: il 73% dei recruiter dichiara di controllare i social dei candidati e, in molti casi, quei contenuti possono influenzare la selezione. Nell’era digitale il curriculum non finisce più con l’ultima pagina del CV: continua online, tra post, foto e commenti pubblicati negli anni.

     

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  • Deezer lancia l’allarme: più del 50% delle nuove canzoni è fatto con l’AI

    Deezer lancia l’allarme: più del 50% delle nuove canzoni è fatto con l’AI

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di un dato che segna un punto di svolta: su Deezer oltre il 50% delle nuove canzoni caricate ogni giorno è generato dall’intelligenza artificiale. La piattaforma corre ai ripari con nuove etichette e modifiche agli algoritmi, ma questa notizia racconta qualcosa di più grande: cosa succede quando creare contenuti diventa praticamente gratuito? E soprattutto, cosa diventa davvero scarso nell’era dell’AI?

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