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  • Nuova truffa del colloquio di lavoro per rubare gli account Google

    Nuova truffa del colloquio di lavoro per rubare gli account Google

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di una truffa che parte con una promessa allettante: un colloquio di lavoro “per un grande brand” e finisce con l’accesso al tuo account Google. Il punto non è solo la phishing page: è la pressione psicologica del processo di selezione, quando hai fretta di fare bella figura. E l’effetto a cascata può colpire Gmail, Drive, Calendar e i servizi collegati.

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  • I veicoli a guida autonoma interferiscono con i soccorritori?

    I veicoli a guida autonoma interferiscono con i soccorritori?

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di veicoli a guida autonoma e di soccorsi. Negli USA i federali hanno chiesto alle aziende di guida autonoma di smetterla di interferire con le operazioni dei soccorritori come ambulanze, vigili del fuoco e polizia. L’agenzia ha richiesto agli sviluppatori di sistemi audiovisivi di presentare le loro “soluzioni” a questo problema entro la fine del mese. Come si può risolvere velocemente un problema così importante?

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  • Meta può usare le tue foto Instagram per creare immagini AI con Muse Image

    Meta può usare le tue foto Instagram per creare immagini AI con Muse Image

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di Meta che ha lanciato Muse Image, il nuovo modello di intelligenza artificiale per generare e modificare immagini dentro Meta AI, Instagram e WhatsApp. Una novità interessante, certo, ma non rivoluzionaria: il mercato dei generatori di immagini AI è già pieno di strumenti simili. La vera domanda, però, non è cosa possiamo creare con Muse Image, ma da dove arrivano i riferimenti visivi usati per creare quelle immagini.

     

    Secondo quanto riportato da The Verge e TechCrunch, Meta AI permette di citare un account Instagram pubblico dentro un prompt e usare le immagini pubbliche di quel profilo come riferimento per generare nuovi contenuti. Una funzione potente, creativa, ma anche delicata: perché molti utenti non sono davvero consapevoli che ciò che pubblicano online può diventare materiale riutilizzabile da sistemi terzi.

     

    Il punto non è demonizzare l’intelligenza artificiale o Meta. Il punto è la consapevolezza. Un profilo pubblico oggi non è più solo una vetrina: è un archivio visivo potenzialmente leggibile, trasformabile e riutilizzabile. E questo cambia il significato stesso di “pubblicare” una foto online.

     

    La preoccupazione più grande riguarda i bambini. Quando un genitore pubblica immagini dei propri figli su Instagram, sa davvero che quelle foto potrebbero essere usate come riferimento da sistemi AI? I minori non scelgono di finire online, non scelgono di diventare dati, non scelgono di essere trasformati in materiale per il web generativo. Muse Image ci ricorda una cosa semplice: nel nuovo internet, una foto non viene solo vista. Può diventare qualcos’altro.

     

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  • PlayStation senza dischi? La petizione che sfida Sony

    PlayStation senza dischi? La petizione che sfida Sony

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di PlayStation senza dischi e di una petizione che chiede a Sony di “salvare” i giochi acquistati in formato fisico. Una petizione ma anche una riflessione sul “possedere” un videogioco oggi. Come è già successo per la musica su licenza o i software in abbonamento. Siamo davvero consumatori consapevoli?

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  • AI offline e open source: l’India sfida la Silicon Valley

    AI offline e open source: l’India sfida la Silicon Valley

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    Nel Caffettino di oggi parliamo dell’India che sta provando a costruire una strada alternativa all’intelligenza artificiale dominata dalla Silicon Valley. L’obiettivo è sviluppare strumenti AI multilingue, economici, open source e capaci di funzionare anche offline: non solo chatbot da usare con una buona connessione, ma tecnologie pensate per scuole, villaggi, cliniche, fattorie e contesti dove internet non è sempre disponibile. E noi europei?

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  • Il servizio sanitario userà l’AI per smistare i pazienti: il test in UK

    Il servizio sanitario userà l’AI per smistare i pazienti: il test in UK

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    l sistema sanitario inglese che userà l’intelligenza artificiale dentro la sua app ufficiale per indirizzare i pazienti verso il servizio più adatto. In pratica l’app farà una prima forma di triage: capirà se una persona deve ottenere un appuntamento con il medico di base, andare in farmacia o rivolgersi al pronto soccorso, in base alla gravità del problema. Potremmo implementarlo anche in Italia per risolvere i nostri problemi?

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  • OpenAI in trattativa per cedere il 5% al governo USA

    OpenAI in trattativa per cedere il 5% al governo USA

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di una notizia che sa di geopolitica più che di innovazione: OpenAI sarebbe in trattativa per cedere circa il 5% al governo USA. Non è solo finanza: quando l’AI diventa infrastruttura strategica, la domanda è chi decide regole, priorità e accesso. Donald Trump?

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  • La California prende di mira le pubblicità ad alto volume in streaming

    La California prende di mira le pubblicità ad alto volume in streaming

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di una cosa che conosci benissimo: alzi il volume per capire il dialogo e, PAM, arriva la pubblicità in streaming a volume da stadio. Dal 1° luglio la California mette nel mirino gli annunci “troppo rumorosi”, e il tema tocca piattaforme, utenti e inserzionisti: esperienza, fiducia e regole del gioco. Cambierà la pubblicità?

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  • La fine dei captcha per colpa degli agenti AI

    La fine dei captcha per colpa degli agenti AI

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    Nel Caffettino di oggi parliamo della possibile fine dei captcha. Cloudflare ha annunciato una collaborazione con importanti browser per lavorare a un protocollo “privacy-first” pensato per rendere l’autenticazione sul web meno invasiva e più robusta. Funzionerà con gli Agenti AI?

     

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  • WhatsApp e Signal sotto attacco: l’FBI offre 10 milioni di dollari

    WhatsApp e Signal sotto attacco: l’FBI offre 10 milioni di dollari

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    Nel Caffettino di oggi parliamo di un paradosso moderno: le app “sicure” WhatsApp e Signal finiscono al centro di una campagna di hacking e l’FBI mette sul piatto fino a 10 milioni di dollari per informazioni utili a identificarne i responsabili.

     

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